venerdì 15 ottobre 2010

E’ LERUSSI IL NUOVO SEGRETARIO PD PROVINCIALE DI UDINE 
Dopo lo svolgimento di ben 102 congressi di circolo hai quali hanno partecipato oltre 2300 iscritti e iscritte, Andrea Simone Lerussi, ventisei anni di Campoformido, è stato eletto nuovo Segretario del Partito Democratico della provincia di Udine. Lerussi ha ottenuto il 54,5% dei voti sullo sfidante Salvatore Spitaleri fermatosi a quota 45,5%. 
Il circolo del Partito Democratico dell’altopiano di Lauco porge al nuovo Segretario i più sinceri auguri di buon lavoro.

mercoledì 22 settembre 2010

ALTRO CHE PORCELLUM…
Forse è solo un’ipotesi, ma lo scenario che ci illustra Michele Serra ne L’amaca del 17 settembre (qui sotto riportato) ci fa rabbrividire.
"Si dice trasformismo, si dice traffico di deputati e subito si pensa ai giacimenti di oscuri onorevoli del Sud, figli del voto di scambio e del sottopotere, di incerta matrice ideologica e di certissimo attaccamento alle loro fameliche clientele. Ma non è certo meridionale Massimo Calearo, il confindustriale vicentino eletto nel Pd, poi passato con Rutelli e oggi, secondo ricorrenti voci romane, probabile soccorritore, con il suo voto, del vacillante governo Berlusconi, e tra i papabili per il ministero (fantasma) dello Sviluppo economico. Lui, del resto, ha sempre detto di non essere mai stato di sinistra. Volendo, gli si potrebbe imputare di avere accettato comunque i voti di sinistra grazie a una legge elettorale ignobile che affida la selezione degli eletti ai capi di partito e non agli elettori. Anche per questo il capo d'imputazione più grave, secondo logica, è per il Pd che lo ha candidato in un goffo slancio di ecumenismo politico (il gusto, piuttosto puerile, di poter dire «abbiamo anche noi un industriale del Nord-Est»), e rischia di ritrovarselo, oggi, tra gli avversari in Parlamento. Chi ha votato Pd in quel collegio, e si ritrova defraudato della sua volontà politica, di quale umore sarà, adesso?"

Michele Serra - Repubblica

venerdì 13 agosto 2010

UN ANNO DI LAVORO PER AFFERMARE UN'ALTRA IDEA DELL’ITALIA
Alla domanda che molti si pongono se il Partito Democratico lavora, oppure se in Italia l’opposizione esiste ancora, ci sembra giusto rispondere pubblicando questo dossier che racconta in sintesi quello che è stato il lavoro svolto in quest’ultimo anno dai Deputati del PD. La costante presenza e il continuo lavoro hanno fatto sì che il governo fosse battuto ben cinquantatré volte. Diverse dunque sono state le vittorie ottenute in Parlamento, a dimostrazione che di fronte a una destra che vuol degradare il potere della Democrazia e del Parlamento (basta guardare le trentasei fiducie poste alle Camere) esiste un’alternativa seria e credibile.

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sabato 31 luglio 2010

L'INTERVENTO DI BERSANI SULLA MANOVRA

domenica 4 luglio 2010

QUESTA LEGGE NON DIFENDE LA PRIVACY
La privacy è un elemento fondamentale della democrazia. Se questa viene indebolita tutto il sistema democratico ne risentirebbe. Bisogna essere chiari, semplici, diretti nel raccontare, nel far capire che questa legge non difende affatto la privacy. Non è vero che questa legge difende, come è stato detto, le telefonate tra fidanzati. Il ddl sulle intercettazioni ha un unico scopo: impedire che i giornalisti, e non soltanto loro, possano farci conoscere quello che sta accadendo; impedire che il potere possa essere raccontato. La privacy che loro vogliono difendere è la privacy degli affari, anzi dei malaffari. Quello che stiamo facendo lo stiamo facendo anche e soprattutto in nome di regole universali. Che permettono altrove di raccontare, di essere liberi. Tutt'altro che diffamare il paese, tutt'altro che compromettere l'immagine dell'Italia nel mondo. Sono convinto che questa battaglia sia trasversale, è una battaglia che non riguarda neanche più le parti politiche. Mi sembra che in Italia stia accadendo qualcosa di molto pericoloso e complicato, cioè che si stia iniziando a dividere il paese in persone perbene, indipendentemente dalle idee, e banditi, indipendentemente dalle idee. Feriscono le parole di Marcello Dell'Utri che per l'ennesima volta ha definito Mangano un eroe. Non possiamo far passare queste cose come naturali, come una boutade politica, come una semplice provocazione. È gravissimo, non è pensabile. Grazie alle intercettazioni, per esempio, si è potuto raccontare gli affari che riguardano l'imprenditoria criminale che aveva coinvolto Nicola Cosentino, il sottosegretario allo Sviluppo. Se ci fosse stata questa legge-bavaglio non avremmo mai potuto saperlo. Ecco, quello che voglio ribadire è che in qualche modo ci stanno spingendo a dire: "Tanto è tutto uno schifo, è tutto una chiavica", come si dice al mio paese. E questo non bisogna pensarlo, perché è esattamente quello che vogliono. Resistere è una parola complicata, forse spesso un po' abusata, quasi come la parola amore che se la ripeti troppo spesso, se la spendi troppo insomma, si lercia. In qualche modo resistere oggi significa permettere di raccontare, voi lo racconterete a qualcun altro e qualcun altro ancora a qualcun altro e soprattutto senza avere paura di confrontarsi con gli altri, senza pensare male o criminalizzare chi ha votato in maniera differente, chi la pensa in maniera diversa. Credo che ci sia uno spazio in questo momento per parlare al cuore delle persone. Ieri ero a Viterbo, una città feudo del Pdl eppure c'erano migliaia di persone ad ascoltare delle storie che qualcuno non ha condiviso e qualcun altro sì. Secondo me questo è il momento per parlare al cuore di molte persone e sognare un paese diverso.
Danilo Dolci un grande filosofo che visse in Sicilia diceva che possiamo crescere solo se sappiamo sognare di crescere. Allora io credo che l'Italia potrà crescere solo se iniziamo a sognarla.
Tratto dall’intervento di Roberto Saviano durante la manifestazione in piazza Navona a Roma il 1 luglio

venerdì 11 giugno 2010

BERLINGUER:
L'IDEALITA' E L'ETICA DELLA POLITICA

"Noi siamo convinti che il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell'uomo, del suo benessere, della sua felicità. La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita."


Enrico Berlinguer

mercoledì 2 giugno 2010


QUANDO L'ITALIA SCELSE LA REPUBBLICA E LA DEMOCRAZIA