giovedì 18 agosto 2011



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venerdì 5 agosto 2011

BERSANI: 5 PUNTI DA CUI RIPARTIRE
La lettera al Sole 24 Ore

Gentile direttore,
il mondo intero sta attraversando una crisi grave. Sono coinvolti gli Usa, l'Europa e anche i nuovi Paesi industrializzati. Non possiamo dimenticare tuttavia che noi abbiamo problemi strutturali con i quali l'Italia non fa' i conti ormai da tempo.

Partiamo da un punto di analisi, finalmente dopo tre anni! Il nostro problema non è solo di conti pubblici. Il nostro problema è nell'economia reale: recuperare produttività e crescita, rimontare una contrazione del Pil senza paragoni nella storia economica del Paese e senza paragoni in Europa, leggere fino in fondo il significato strutturale dell'andamento della bilancia commerciale.

Da lì si parte con le cose da fare. Per noi, ci sono cinque cose da fare prima di ogni altra.

1. Riforma della Pubblica amministrazione con obiettivi di semplificazione, di risparmio, di efficienza su un arco di temi che va dalle istituzioni alle strutture amministrative, alle autorizzazioni, alle società pubbliche fino alla giustizia civile, passando per i costi della politica.

2.Riforma fiscale con obiettivi stringenti di recupero dell'evasione e di spostamento del carico dalla produzione alla rendita.

3. Liberalizzazioni, con una dozzina di misure capaci di tagliare incrostazioni e favorire lo sviluppo delle attività economiche.

4. Politiche industriali orientate alle reti, alla tecnologia e alla ricerca, all'efficienza energetica, alla dimensione d'impresa, indirizzandole in particolare alle risorse potenziali del Sud.

5. Correzione della manovra economica, fermo il vincolo del pareggio, riducendo iniquità e spinta recessiva, riselezionando sia i tagli di spesa sia il carico fiscale con misure immediate di anticipazione della riforma del fisco, con opportune dismissioni e con ragionevoli interventi sul patto di stabilità e sui pagamenti.

Sui primi quattro punti il Partito democratico ha idee e proposte specifiche da confrontare con chiunque fosse interessato sul serio a discutere.
Sul quinto punto stiamo lavorando.

Le principali cose da fare, come si vede, richiedono tempo, credibilità e un clima di convinto sforzo comune. Lo ripeto: al di là di qualche intervento-tampone o tattico (controllo del fabbisogno che pagheremo l'anno prossimo! interventi sul mercato per provare a sostenere i titoli e poco altro) tutto quello che si può fare richiede tempo e credibilità.

Da dove possono venire dunque tempo e credibilità se non da una visibile svolta politica, cioè da una discontinuità che non venga percepita come gattopardesca? Se per salvare l'Italia bastasse attaccare la nostra ruota al carro di oggi, lo faremmo. Pensiamo che non sia così.

È questo il senso della nostra richiesta di un cambiamento di Governo. Non lo chiediamo certo per gli interessi nostri! Lo chiediamo cercando di guardare le cose con gli stessi occhi di chi ci guarda in Italia e nel mondo. Se c'è un gesto. di consapevolezza di chi governa, se c'è un passo indietro, noi siamo pronti a prenderci la responsabilità di uno sforzo comune. Chi pensa (per conformismo politico o egoismo sociale o nell'illusione chela stabilità coincida con la palude) che si possa andare avanti così fino al 2013, Si carica di una drammatica responsabilità. Piuttosto di questa illusione, sarebbe meglio il voto anticipato come impegno a una ripartenza su basi nuove, programmi nuovi e nuove energie. Questo è il nostro giudizio essendo in ogni caso pronti a portare nella sede parlamentare le nostre proposte oltre che nel confronto con le parti sociali. Siamo sempre pronti ad inchinare al tricolore la nostra bandiera.

Non è obbligatorio condividere questo nostro giudizio.

Si chiede tuttavia anche ai nostri avversari o ai nostri antipatizzanti di prenderne buona nota, a futura memoria, così come si sarebbe dovuto fare delle tante cose inascoltate che abbiamo detto in questi anni.

giovedì 2 giugno 2011

cartolina referendum 2011

martedì 31 maggio 2011

ELEZIONI AMMINISTRATIVE 2011:
IL VENTO E' CAMBIATO!!

Ecco alcuni dati complessivi delle elezioni amministrative sui quali riflettere per capire che cosa è accaduto.

Al centrosinistra vanno 66 città sopra i 15 mila abitanti. Nel 2006, il punto più alto toccato fino a ieri, furono 55.
Tra sindaci di città capoluogo e presidenti di provincia il centrosinistra ne conquista 29: Di questi 29, 24 erano candidati diretti del Pd.

Secondo turno città capoluogo
vince il centrosinistra 9 a 3
Città capoluogo vinte in ballottaggio con candidati di centrosinistra 9:
Novara, Milano, Grosseto, Cagliari, Trieste, Pordenone, Rimini, Napoli, Crotone.
Città capoluogo vinte dal centrodestra 3: Varese, Cosenza, Rovigo.

Secondo turno province
vince il centrosinistra 4 a 2
Province vinte in ballottaggio con candidati centrosinistra 4:
Pavia, Mantova, Trieste, Macerata.
Province vinte dal centrodestra 2: Vercelli, Reggio Calabria.

Primo turno province
vince il centrosinistra 3 a 2
Province vinte dal centrosinistra: Lucca, Gorizia, Ravenna.
Province vinte dal centrodestra: Campobasso e Treviso.

Primo turno città capoluogo
vince il centrosinistra 13 a 5
Città capoluogo vinte dal centrosinistra: Torino, Bologna, Olbia, Fermo, Savona, Villacidro,
Carbonia, Ravenna, Siena, Arezzo, Barletta, Benevento, Salerno.
Città capoluogo vinte dal centrodestra Latina, Caserta, Catanzaro, Iglesias e Reggio Calabria.

Insomma, su 5.700.000 abitanti circa, prima noi ne amministravamo 3,5 milioni e loro 2,2. Ora il centrosinistra passa a poco più di 5 milioni e il centrodestra a poco meno di 700 mila.

martedì 26 aprile 2011

Domenica 1° maggio 2011 alle ore 10,00
presso la Casa del Popolo di Lauco
Dibattito su:
Articolo 1: l’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro…?

Saluto di Gelindo De Campo, Presidente della Casa del popolo di Lauco

Introduce:
Alessio Cimenti, Segretario PD Altopiano di Lauco

Intervengono:
Anna Zilli, assegnista di ricerca in Diritto del lavoro all’Università di Udine
Il lavoro, un diritto costituzionalmente garantito
Gino Dorigo, esperto di storia del movimento operaio
Il lavoro in Friuli tra passato e futuro
Gianpaolo Roccasalva, Segretario regionale FIOM CGIL
Il lavoro oggi: le nuove sfide per il Friuli e la Carnia

Conclude:
Sandro Della Mea, consigliere regionale PD
Le politiche per il lavoro. La proposta del PD

Moderatore dell’incontro: Francesco Brollo, direttore del quotidiano telematico on-line www.Carnia.La

al termine del convegno ci recheremo tutti in Porteal per i tradizionali
festeggiamenti organizzati dalla società Casa del Popolo

lunedì 25 aprile 2011

FESTA DELLA LIBERAZIONE:
IL DISCORSO DI HONSELL

sabato 2 aprile 2011

QUELLA CENTRALE E' PERICOLOSA!!
"La centrale di Krsko è già ora una delle più pericolose in Europa, essendo stata costruita in un'area sismica. Non sarebbe in grado di resistere a un terremoto superiore al 6 grado della scala Richter".
Lo dice Greenaction Transnational, un' associazione di ambientalisti italiani, sloveni, croati e dell'Est Europa.
L'impianto è in funzione dal 1983. Nel 2000 vennero installati nuovi reattori, ma nel 2008 si verificò una perdita nel sistema di refrigerazione primario del reattore, che fece attivare la procedura di spegnimento dell'impianto. Non fu riscontrata fuga radioattiva ma, secondo esperti di enti nazionali dell'Unione europea, tra cui l'Agenzia di sicurezza nucleare francese, l'incidente fu comunicato in forma errata e la Slovenia rifiutò la richiesta di ispezione da parte europea.
Renzo Tondo, anche dopo il disastro in Giappone, vuole che la Regione entri in società con gli sloveni per la costruzione del nuovo reattore, in modo da garantirsi energia e sicurezza (?).
Intanto proprio nei giorni scorsi, la centrale di Krsko è stata fermata e riavviata per problemi legati all'elettrodotto...